Anfiteatro Flavio. Parte seconda: i sotterranei.

Per la prima parte dell’articolo, clicca qui: http://wp.me/p4swij-2r.

Cari amici vicini e lontani, come promesso ecco la seconda parte dell’articolo sull’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli. Anche in questo caso tutte le foto, tranne la prima, sono state su eseguite su autorizzazione della Soprintendenza per i Beni Archeologici di Napoli n. 10793 del 10/07/2014.

Gli anfiteatri, diversamente dai teatri, disponevano anche di ambienti di servizio atti ad ospitare le gabbie delle fiere, i gladiatori, i macchinari, le scenografie. A differenza degli anfiteatri più antichi – come quelli di Pompei, Cuma, Teano, Nola o Liternum – dove tali ambienti erano dislocati al di sotto della cavea, l’anfiteatro di Pozzuoli dispone di sotterranei, in quanto questi spazi furono funzionalmente ricavati al di sotto dell’arena (foto 1). 

Foto 1: Pozzuoli, Anfiteatro Flavio, pianta dei sotterranei.

Foto 1: Pozzuoli, Anfiteatro Flavio, pianta dei sotterranei.

I sotterranei replicano in pianta l’assetto strutturale dell’arena. Due ambulacri che si incrociano perpendicolarmente al centro, posti in corrispondenza degli assi minore e maggiore dell’arena, sono iscritti in un’ellisse, il cui perimetro coincide con l’ambulacro che corre tutt’intorno (foto 14). Tra i due ambulacri centrali e quello perimetrale, altri ambienti disposti simmetricamente in sequenza danno origine ad altri quattro passaggi intermedi – due per lato – cui si accede attraverso archi a tutto sesto (foto 2 e 3).

Foto 2: Pozzuoli, Anfiteatro Flavio, corridoi di disimpegno tra l'ambulacro longitudinale e quello meridionale, visti da est.

Foto 2: Pozzuoli, Anfiteatro Flavio, corridoi di disimpegno tra l’ambulacro longitudinale e quello meridionale, visti da est (su concessione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – Soprintendenza per i Beni Archeologici di Napoli).

Foto 16: Pozzuoli, Anfiteatro Flavio, corridoi rettilinei intermedi, visti dall'ingresso occidentale.

Foto 3: Pozzuoli, Anfiteatro Flavio, corridoi rettilinei intermedi, visti dall’ingresso occidentale (su concessione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – Soprintendenza Archeologica di Napoli).

 

Ai sotterranei si giungeva, oltre che da diverse scalette di servizio, anche tramite due ingressi, posti presso i varchi est e ovest dell’arena, in corrispondenza dei quali due ambienti absidati accoglievano fontane per le abluzioni di gladiatori ed animali

 

 

Foto 4: Pozzuoli, Anfiteatro Flavio, accesso ai sotterranei dal lato occidentale.

Foto 4: Pozzuoli, Anfiteatro Flavio, accesso ai sotterranei dal lato occidentale (su concessione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – Soprintendenza Archeologica di Napoli).

Foto 5: Pozzuoli, Anfiteatro Flavio, sotterranei, nicchia sulla parete meridionale dell'ingresso occidentale.-001

Foto 5: Pozzuoli, Anfiteatro Flavio, sotterranei, nicchia sulla parete meridionale dell’ingresso occidentale (su concessione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – Soprintendenza Archeologica di Napoli).

Oltrepassato l’ingresso, si può ammirare la complessa articolazione architettonica dell’ambiente. L’ambulacro centrale maggiore, detto anche media via, posto in corrispondenza della lunga fossa rettangolare centrale, serviva alla movimentazione dei macchinari e delle scenografie (foto 5). Nelle murature prevale l’opera laterizia, mentre l’opera reticolata contraddistingue le pareti di fondo delle cellae, ossia i piccoli ambienti destinati ad ospitare le gabbie.

Foto 19: Pozzuoli, Anfiteatro Flavio, sotterranei, corridoio centrale con apertura rettangolare per l'installazione delle scenografie.

Foto 5: Pozzuoli, Anfiteatro Flavio, sotterranei, corridoio centrale con apertura rettangolare per l’installazione delle scenografie (su concessione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – Soprintendenza Archeologica di Napoli).

Ai lati dell’ingresso, si snodano l’ambulacro perimetrale settentrionale e quello meridionale, sulle cui pareti arcate a tutto sesto consentono di accedere a diversi ambienti posti su due livelli (foto 6 e 7).

Foto 6: Pozzuoli, Anfiteatro Flavio, ambulacro settentrionale visto dall'ingresso occidentale.

Foto 6: Pozzuoli, Anfiteatro Flavio, ambulacro settentrionale visto dall’ingresso occidentale (su concessione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – Soprintendenza Archeologica di Napoli).

Foto 7: Pozzuoli, Anfiteatro Flavio, ambulacro meridionale visto da est.

Foto 7: Pozzuoli, Anfiteatro Flavio, ambulacro meridionale visto da est (su concessione del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo – Soprintendenza Archeologica di Napoli).

All’inizio di ogni ambulacro due ambienti di servizio consentivano di accedere tramite scalette ad un corridoio, largo poco più di un metro, utilizzato forse dagli inservienti per accedere agli ambienti del secondo livello, dove erano custodite le gabbie per le le fiere (foto 8 e 9).

 

Foto 8: Pozzuoli, Anfiteatro Flavio, sotterranei, ambulacro meridionale, ambiente con scala di servizio.

Foto 8: Pozzuoli, Anfiteatro Flavio, sotterranei, ambulacro meridionale, ambiente con scala di servizio (su concessione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – Soprintendenza Archeologica di Napoli).

Foto 9: Pozzuoli, Anfiteatro Flavio, sotterranei, ambulacro settentrionale, ambiente con scala di servizio nei pressi dell'ingresso orientale.

Foto 9: Pozzuoli, Anfiteatro Flavio, sotterranei, ambulacro settentrionale, ambiente con scala di servizio nei pressi dell’ingresso orientale (su concessione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – Soprintendenza Archeologica di Napoli).

Ricavate nelle volte degli ambulacri (foto 6 e 7) – alcune botole, una settantina circa – attraverso un complesso sistema composto da assi in legno, catene, carrucole e ganci, consentivano un rapido sollevamento delle gabbie dai sotterranei alla platea. Il sistema fu perfettamente ricostruito da Charles Dubois in un suo saggio del 1907 (foto 10). Gli inservienti spingevano le gabbie sotto le botole, affinchè potessero essere agganciate e trainate in superficie. Al secondo livello, per compiere tale operazione si adoperavano tavole in legno poggianti sulle mensole in basalto, ancora oggi innestate nella muratura. Completata l’operazione, si azionava un asse di legno che – infisso nella muratura della ima cavea, dotato di pali di sostegno e di un braccio basculante con carrucola, catena e gancio – sollevava la gabbia per consentire all’animale, al gladiatore o all’attore di entrare direttamente in scena. Si chiudeva infine la botola con una robusta tavola in legno di quercia.

 

Foto 10: Pozzuoli, Anfiteatro Flavio, sistema di sollevamento delle gabbie (da Dubois, 1907).

Foto 10: Pozzuoli, Anfiteatro Flavio, sistema di sollevamento delle gabbie (da Dubois, 1907).

Alcuni ambienti preservano ancora nelle volte di copertura i fori di alloggiamento per i pali di sostegno (foto 11).

Foto 11: Pozzuoli, Anfiteatro Flavio, sotterranei, volta di un ambiente adell'ambulacro settentrionale con i fori di alloggiamento per i pali di sostegno del sistema di sollevamento delle gabbie.

Foto 11: Pozzuoli, Anfiteatro Flavio, sotterranei, volta di un ambiente dell’ambulacro settentrionale con i fori di alloggiamento per i pali di sostegno del sistema di sollevamento delle gabbie (su concessione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – Soprintendenza Archeologica di Napoli).

 

Lungo le pareti dei sotterranei è possibile rilevare altre tracce di questo sistema (foto 12).

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Foto 12: Pozzuoli, Anfiteatro Flavio, sotterranei, parete settentrionale dell’ambulacro anulare meridionale (su concessione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – Soprintendenza Archeologica di Napoli).

Questo complesso sistema di sollevamento era probabilmente nascosto alla vista del pubblico tramite le scenografie. Questa ipotesi trova conforto sia nella posizione centrale della grande apertura rettangolare adoperata per il loro allestimento; sia nelle fonti letterarie. Narra infatti Marziale (De Spectaculis, 21 b – il numero indica il passo): «Ci meravigliamo che la terra abbia cacciato fuori da una fessura improvvisamente apertasi Orfeo rivolto all’indietro; veniva da Euridice». Possiamo quindi immaginare lo stupore e la meraviglia che questi effetti scenici generavano nel pubblico, ignaro del complesso meccanismo che la scenografia occultava alla loro vista. O ancora (De Spectaculis, 21): «L’arena ti ha offerto lo spettacolo, o imperatore, di tutto quello che, secondo la fama, il monte Rodope vide sullo scenario ove agiva Orfeo. Strisciarono le rupi, corsero le foreste stupende come si narra fosse il bosco delle, Esperidi. C’era ogni tipo di bestie feroci mescolato al bestiame domestico e si librarono uccelli sopra il poeta, che tuttavia cadde dilaniato da un orso insensibile. Questa leggenda, prima d’ora veduta in pittura, è stata in questo modo realizzata». Altri scrittori, al pari di Marziale, parlano di tigri o orsi che fuoriescono da caverne; oppure dei gladiatori che, muovendosi analogamente, dovevano affrontarli.

Il prossimo articolo sarà sul teatro di “Villa Pausylipon” a Napoli.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE:

F. DEMMA, Monumenti pubblici di Puteoli. Per un’Archeologia dell’Architettura, Roma 2007.

F. DUPONT, Gli spettacoli, in A. GIARDINA (a cura di), Roma antica, Roma – Bari 2000, pp. 281 – 306.

 S. DE CARO, I Campi Flegrei, Ischia, Vivara. Storia e archeologia, Napoli 2004.

A. MAIURI, I Campi Flegrei. Dal sepolcro di Virgilio all’antro di Cuma, Roma.

MARZIALE, Gli spettacoli, Roma 1969.

SVETONIO, Le vite dei Cesari. Volume secondo. Libri IV – VIII, Torino 2008.

Per i brani tratti dalla “Vita di Augusto” (SVETONIO, Vita dei Cesari, II), mi sono avvalso della traduzione curata dalla Prof. Maria Rosa Orrù: http://professoressaorru.files.wordpress.com/2010/02/svetonio_xiicesari.pdf. Blog: http://professoressaorru.wordpress.com/.

CH. DUBOIS, Puzzoules antique. Histoire et topographie, Paris 1907.

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